CHIESA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA (O DEI SERVI)

È comunemente chiamata cosi dalla popolazione perchè fu retta, per oltre 250 anni, dall'ordine religioso dei "Servi di Maria", ma è intestata alla Beata Vergine Annunciata.

Venne costruita, assieme al convento demolito nel 1958 (il "conventone" secondo il volgo), nell'anno 1569, per volontà di Cesare I Gonzaga, sposo di Camilla Borromeo, sorella di San Carlo, arcivescovo di Milano. Nel 1600, tornando insufficiente, fu abbattuta per far luogo a quella attuale, progettata dall'architetto Antonio Filippi, di Guastalla. Venne solennemente consacrata, dal vescovo di Mantova mons. Francesco Gonzaga, il 25 ottobre 1607.

Annesso al tempio si trova il Convento delle Mantellate che, più volte riparato e adattatato dai Vescovi di Guastalla, servì poi come Seminario Vescovile Diocesano. Negli ultimi anni, affidato al Comune, è stato sede di scuole e destinato poi ad altri usi.

La Chiesa dei Servi, a cominciare dal 1700, fu più volte soggetta a lavori di riparazione e restauri.
Nel 1810 per mandato di Napoleone I, che aveva allontanato gli ordini religiosi, venne chiusa al culto, ma dopo breve tempo fu riaperta per merito e a spese di Vincenzo Gualdi e Giorgio Crema.

In questi ultimi anni, gravemente danneggiata dal terremoto del 1971, si è dovuto ricorrere ad urgenti restauri con l'approvazione e l'assistenza della Sovrintendenza ai Monumenti. Restauri che durarono tre anni sotto la direzione del concittadino ing. Fabrizio Mossini. Il pavimento è stato sopraelevato per evitare i danni dell'umidità e rifatto in marmo rosso e bianco di Verona. Pure la decorazione è stata completamente rinnovata.

Visita all'interno

Molte sono le opere di valore artistico conteute nel tempio. Il coro venne costruito parte nel 1600 e parte nel 1700 e, ultimamente, è stato riportato all'antico splendore dal lavoro dei falegnami e dei decoratori. Sopra il coro vi è il quadro principale, che ricorda l'Annunciazione dell'Angelo a Maria. É del pittore settecentesco Pietro Rotari ed è racchiuso in una grande e splendida cornice di scagliola a vari colori. Nel Presbiterio abbiamo l'altare maggiore del '700, capolavoro di marmi e legni argentati.

Pure si trova un altare portatile per la messa rivolta al pubblico dei fedeli che ha, come palliotto, un dipinto rappresentante l'Ultima Cena ed attribuio da qualcuno al pittore veneto Palma il Giovane.
Nelle navate troviamo, in quella dedicata alla Beata Vergine Addolorata, un gruppo scultoreo rappresentante la Madonna con il Cristo morto. É pregievole lavoro in cartapesta (cartone romano) dello scultore bolognese chiamato Piò.

Di fronte ammiriamo l'altare dedicato ai Sette Santi fondatori dell'ordine dei Servi di Maria che ha, come pala, il capolavoro dell'artista Giuseppe Maria Crespi che ebbe ad eseguirlo nel 1729. Si tratta dell'opera più ammirata della chiesa.

Da vedere il quadro del Crocefisso che guarisce S. Pellegrino. Anche questo sarebbe opera di Palma il Giovane.

Opera bella è pure quella di scuola bolognese raffigurante la Madonna con vari Santi. Il San Sebastiano è dovuto al pittore Gianbattista Bolognini.

Nel tempio abbiamo altri dipinti di Francesco Bengani, mantovano, e dei pittori guastallesi Magenzi e Lomazzi (sua la "Via Crucis"). Da osservare con attenzione pure la cantoria in legno.