PALAZZO DEL COMUNE

Costruzione iniziata nella prima metà del xv secolo dai Conti Torelli e terminata un secolo più tardi dai Gonzaga grazie al Volterra che organizzò il palazzo secondo i canoni dell'architettura cinquecentesca. Tramite un ampio scalone si accede al piano superiore dove, in quella che oggi è la sala del consiglio comunale, è conservata una grande tela dal sapore romantico raffigurante il Conte Ugolino, opera di Antonio Gualdi, pittore guastallese dell'ottocento.

STATUA BRONZEA DI FERRANTE

Si erge, dominando la piazza e la via Gonzaga, la statua di Ferrante Gonzaga. Di pregevole fattura, fu realizzata da Leone Leoni, artista di corte dell'Imperatore di Spagna Carlo V. Il Gonzaga, primo dell'illustre casata nella città, è raffigurato nell' atto di calpestare un satiro, simbolo del vizio, ed un'idra decapitata che raffigura l'invidia e la calunnia. L'episodio, narrato in forma allegorica de fedeltà all'Imperatore, mosse contro Ferrante durante il suo governatorato a Milano. Ferrante, presentatosi ala corte di Carlo V, riuscì a tacere chi aveva voluto metterlo in cattiva luce. A ricordo dell'episodio, il figlio Cesare commissionò la Statua, che venne poi collocata dove è ora nel 1594.

LA CATTEDRALE DEDICATA AI SS. PIETRO E PAOLO

Fu il Principe Cesare Gonzaga, in epoca cinquecentesca, a volerne l'edificazione su progetto del Volterra. Fu consacrata nel 1575 dal cardinale Borromeo, arcivescovo di Milano e cognato del Signore di Guastalla. La chiesa ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli: dalla linea semplice della primitiva facciata si è pervenuti all'espressione attuale, più elaborata e originale. All'interno sono conservate numerose opere sacre di valore storico ed artistico: la statua in cedro della Madonna del Castello, collocata nell'antica rocca quattrocentesca; la Madonna col Bambino, di scuola emiliana (1620 ca. olio su tela); San Giuseppe con Gesù Bambino, di Gerolamo Degiovanni (legno policromo, fine sec. XVII); San Francesco riceve le Stimmate, di scuola cremonese (fine sec. XVI, olio su tela); la Madonna del Rosario (legno policromo del sec. XVII); il Battesimo di Gesù del Gualdi.